Libertà è condivisione

libero scambio di informazioni

Un pregio del settore professionale tecnologico, virtuale, online, digitale, o come preferiamo definirlo, è il libero scambio di informazioni.

In una realtà in cui le notizie viaggiano senza filtri, senza apparente proprietà e sono leggibili e condivisibili da chiunque, è frequente appropriarsene, ma non per un uso esclusivo, bensì per una condivisione.

La condivisione non è solo un gesto generoso, non idealizziamo; la condivisione costituisce un importante canale di visibilità per le tante realtà che fanno del web il loro piano di lavoro; questo non toglie che ci siano comunque uno scambio gratuito e una sorta di partecipazione che trova la sua massima espressione quando l’interesse proprio si unisce all’interesse altrui. Quando la mia condivisione è qualcosa di utile per me che posso offrire comunicazioni e post più vari, ma anche per l’altro da cui prendo la notizia, perché lo segnalo, lo consiglio, lo metto in evidenza ai miei followers e ai miei contatti.

Non lo avevo capito all’inizio. Forse perché ero la prima a non applicare questo principio e mi limitavo a stare nel mio spazio virtuale, leggevo e mi informavo, ma condividevo raramente. Poi, come a volte accade, troppo raramente purtroppo, mi si è accesa una lampadina e ho iniziato a condividere, commentare-scrivere-rispondere, consigliare, ritwittare, mettere like con pollice in alto, +1 o cuore a seconda del Social Network. E ho dato il via a un circolo virtuoso: nuovi collegamenti, proposte di scambi di pubblicazioni, possibili collaborazioni, segnalazioni ricambiate in un tacito accordo di solidarietà.

Con il risultato di aver aumentato la mia rete di contatti e lo scambio di favori, intesi come io consiglio te e tu consigli me, molto più nell’ultima settimana che negli ultimi due mesi!

Quindi è questo il modo giusto per utilizzare i social network, quindi è questo il valore che hanno e che va sottolineato!

Dilemmi di Etica

In questo clima di rinnovata positività, proprio ieri ho ricevuto il Codice Etico di Virtualmente, la società che ha certificato la mia formazione come Assistente Virtuale, dove compaiono termini come lealtà, correttezza, integrità, onestà, armonia. Aderisco con piacere a questo Codice e mi fa piacere sapere che i miei docenti e i miei colleghi condividano questi stessi valori.

… e di Intelligenza Artificiale

Un articolo interessante, pubblicato oggi su Digitalic, dal titolo Collaborativi o Antagonisti? DeepMind testa l’istinto degli agenti AI, riposta alcuni test eseguiti su sistemi di Intelligenza Artificiale. Le conclusioni hanno portato a ipotizzare che i comportamenti delle varie AI muti in base alle regole del gioco, e in questo caso erano veri e propri giochi su cui sono stati eseguiti i test. Se la dinamica del gioco prevede che i comportamenti aggressivi siano premianti l’AI si adeguerà a tale schema, viceversa in un contesto in cui la ricompensa maggiore si otterrà collaborando con altre Intelligenze Artificiali allora sarà questo il comportamento adottato.

Certo, le AI non hanno un codice etico né sono in grado di crearlo, e agiscono secondo il loro interesse e la loro convenienza. Proprio per questi motivi sarà molto importante indirizzare correttamente queste forme di intelligenza.

È a mio avviso molto condivisibile la domanda finale sulla possibilità o impossibilità di controllare le AI e utilizzarle a fin di bene. La risposta dei ricercatori punta l’attenzione su sistemi che “dipendono dalla nostra continua cooperazione” e che attualmente sono “applicati nell’economia, nei sistemi di traffico, o nell’ecologia per ottenere un pianeta migliore”. Ce lo auguriamo.

Per ora mi limito a puntare sulla collaborazione e sull’etica umane, che ultimamente mi hanno positivamente sorpresa!

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