L’esempio della Lega del Filo d’Oro

Ci sono varie reazioni che possiamo avere di fronte a ciò che osserviamo, e mi riferisco in particolare a ciò che osserviamo online. Uno sguardo distratto, la maggioranza dei nostri sguardi lo è, per mancanza di tempo, perché ciò che guardiamo non cattura la nostra attenzione. Un livello intermedio, in cui ci soffermiamo qualche frazione di secondo in più (perché è questa l’unità di misura di cui stiamo parlando) e approfondiamo quel tanto che basta ciò che abbiamo di fronte. Un terzo livello di buona attenzione, che è ottimo perché l’attenzione totale non l’abbiamo mai o quasi mai verso un’unica fonte. In questa terza ipotesi osserviamo e analizziamo, qualcosa ci attira, ci rapisce. Restiamo. E restare in un’epoca in cui tutto corre velocemente e il tempo è la nostra più grande risorsa ma anche il nostro più grande nemico, è tantissimo. Possiamo addirittura arrivare a “perdere” qualche minuto, se ne vale la pena.

Il sito

A me è accaduto con il sito della Lega del Filo d’Oro, onlus impegnata nell’aiuto a Bambini e Adulti Sordociechi. Vi invito a visitarlo e a dirmi se anche a voi suscita questa sensazione: legadelfilodoro.it

Il sito è piuttosto semplice, chiaro, diretto, pulito e secondo me di grande impatto. Tutti i siti web dovrebbero trasmettere questa immagine di trasparenza e avere queste caratteristiche, tanto più quelli del settore no profit da cui dipendono le donazioni e le raccolte fondi e quindi il maggior numero di attività e di aiuti che si possono offrire. Ma anche un qualunque sito che presenti un’offerta per un servizio o un prodotto.

I Video

Nota particolarmente positiva sono i video: lunghezza, musica, parole, testimonianze… un paio di minuti che coinvolgono senza stancare, fanno riflettere, comunicano il messaggio in maniera efficace e non lasciano dubbi, almeno a me, sulla storia del bimbo (Agostino), sulla serietà dell’Associazione, su tutto l’insieme di valori e costanza che anima questa Onlus. Che ha un nome conosciuto e testimonials importanti, ma questi elementi da soli non sarebbero sufficienti, lo sappiamo; è l’insieme che convince!

Nota tecnica

Da addetta ai lavori, compio un passaggio ancora ulteriore: il passaggio del “è così che si fa”, “ben fatto”, “avrei voluto farlo io”. Ecco, “avrei voluto farlo io”, credo che sia il miglior complimento possibile nell’ambito delle professioni creative, digitali ma pur sempre creative.

È un apprezzamento tecnico, ma non solo. Chi un po’ mi conosce e mi segue lo sa. Non può esistere una valutazione positiva puramente tecnica, se non esiste anche una condivisione dei contenuti.

Siamo ciò che mostriamo, mostriamo ciò che siamo.

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